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Eolico offshore: cos'è, che potenziale ha

June 18, 2025

Quando si parla di energia eolica, l’immagine classica è quella delle grandi pale installate in mezzo ai campi. Ma c’è un’altra versione, forse meno nota ma molto più potente: l’eolico offshore. Letteralmente significa “al largo”, perché queste turbine non si trovano sulla terraferma ma in mare, dove il vento soffia più forte e costante.


Nel 2025, mentre l’Italia si interroga su come accelerare la transizione energetica e ridurre i costi delle bollette, l’eolico offshore è una delle risposte più interessanti. Scopriamo insieme di cosa si tratta e perché sta diventando sempre più importante anche nel nostro Paese.


Cos’è l’eolico offshore?

L’eolico offshore è una tecnologia che produce energia sfruttando la forza del vento… ma in mare. Le turbine vengono installate su fondali marini, oppure – nei progetti più innovativi – galleggiano sull’acqua, ancorate a fondali profondi.


La differenza principale con l’eolico tradizionale è proprio la posizione: il vento sul mare è più forte, più stabile e con meno ostacoli naturali, quindi le turbine offshore producono più energia e con maggiore continuità.


Perché è importante (e conveniente)?

Investire sull’eolico offshore non è solo una scelta green, ma anche una mossa strategica per il futuro energetico del Paese. I vantaggi sono numerosi e concreti, sia in termini ambientali che economici.


Maggiore produzione

Il vento in mare è più costante e potente rispetto a quello sulla terraferma. Questo significa che le turbine offshore lavorano più ore al giorno e producono più energia, in modo più prevedibile.


Spazi più ampi

In mare aperto ci sono meno vincoli territoriali. Non c’è il problema di trovare aree sufficientemente ventilate lontane da abitazioni o infrastrutture, quindi è più semplice installare parchi eolici di grandi dimensioni.


Minore impatto visivo e acustico

Le turbine vengono posizionate a decine di chilometri dalla costa. Non si vedono, non si sentono, e non interferiscono con la vita quotidiana delle persone.

In sintesi: più energia pulita, meno dipendenza da fonti fossili e possibilità di contenere i costi in bolletta nel medio-lungo termine.


L’Italia è pronta per l’eolico offshore?

Fino a qualche anno fa sembrava un tema lontano. Oggi invece anche l’Italia guarda al mare come a una vera e propria miniera energetica.


Al momento ci sono oltre 80 progetti in fase di valutazione o approvazione, distribuiti tra Canale di Sicilia, Mar Tirreno e Adriatico. Il primo grande parco offshore dovrebbe diventare operativo entro il 2026, segnando un punto di svolta per tutto il settore.


📍 Secondo il PNIEC, entro il 2030 l’eolico offshore potrebbe coprire fino al 10% del fabbisogno elettrico nazionale, un dato che fa riflettere sull’enorme potenziale ancora inespresso.


Ma quanto potenziale ha davvero?

Non si tratta solo di buone intenzioni: i numeri parlano chiaro. L’Italia ha un potenziale eolico offshore stimato in oltre 40 GW, circa quattro volte la potenza dell’eolico terrestre attuale.


Ecco cosa significherebbe in termini pratici:

Energia per milioni di abitazioni

Con una potenza installata di questo livello, potremmo coprire una fetta enorme del fabbisogno energetico nazionale.


Risparmio e stabilità per i consumatori

Più energia da fonti rinnovabili equivale a meno oscillazioni di prezzo dovute ai mercati esteri del gas e del petrolio.


Occupazione e sviluppo

L’intera filiera – dalla progettazione alle manutenzioni – potrebbe creare nuovi posti di lavoro altamente specializzati.


Indipendenza energetica

Meno importazioni, più produzione interna. E una maggiore sicurezza nei momenti di crisi geopolitica.


C’è qualche ostacolo?

Non tutto è semplice, e non basta l’innovazione tecnica. L’eolico offshore, come ogni grande trasformazione, deve fare i conti con alcuni ostacoli ancora presenti.


Iter autorizzativi lunghi e complessi

Oggi ottenere i permessi per costruire un parco eolico offshore può richiedere anche 5-7 anni, un tempo troppo lungo per una transizione che dovrebbe essere urgente.


Costi iniziali elevati

Anche se i prezzi stanno scendendo, l’investimento iniziale resta importante, soprattutto per le strutture galleggianti che operano su fondali profondi.


Conflitti d’uso

Zone di pesca, rotte marittime, aree turistiche o protette: servono soluzioni condivise per coordinare le attività in mare e garantire uno sviluppo sostenibile.


In conclusione: l’eolico offshore conviene?

Sì, e sempre di più.

Perché l’energia eolica offshore non è solo una risorsa pulita: è una leva strategica per rendere l’Italia più autonoma, moderna e resiliente. E anche noi consumatori possiamo beneficiarne, attraverso bollette più stabili, un ambiente più sano e un sistema energetico più sicuro.


Il vento soffia forte sul mare, sta a noi decidere se cogliere l’occasione.


FAQ – Domande frequenti sull’eolico offshore

Quanto costa un parco eolico offshore?

I costi variano in base alla tecnologia, ma si stimano tra 2 e 4 milioni di euro per megawatt installato. Una cifra alta, ma sempre più competitiva nel tempo.


L’energia prodotta è sufficiente per le nostre esigenze?

Se sviluppato in modo coerente con il potenziale, l’eolico offshore potrebbe coprire fino al 20% del fabbisogno elettrico italiano nei prossimi decenni.


Posso beneficiarne anche se vivo lontano dal mare?

Assolutamente sì. L’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica nazionale, quindi arriva in tutta Italia.

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